a come arte - Pensare il rovescio- PATRIZIO PETERLINI

PATRIZIO PETERLINI

L'opre d'arte tra produzione e scarto

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Articolo contentuto nel volume
Pensare il rovescio
Psicoanalisi in movimento

a cura di Alessandro Siciliano e Federico Chicchi
Galaad Edizioni
, 2018

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Estratto dall'articolo


L'argomento del quale oggi discutiamo - (a) come arte viva” - implica anzitutto una riflessione intorno all'oggetto (a), ponendo in particolare l'accento su un'identità a = arte. Il mio intervento prenderà quindi le mosse dall'opera d'arte considerata come oggetto (a), identificazione accolta da Jacques-Alain Miller in un suo contributo del 1988: "L'art doit etre mis, dasns la psychanalyse, au registre de la production, c'est-à-dire avant tout - et c'est dans la littérature que c'est le plus problématique - à titre d'object".(1) Una simile impostazione del problema rimanda, inevitabilmente, alla teoria dei quattro discorsi. L'opera d'arte esprime infatti una produzione simbolica che è funzionale a un determinato discorso: occorre stabilire a quale discorso sia riconducibile e se possa assumenre differenti valenze in diversi discorsi. Se parliamo di opera d'arte come oggetto (a), il riferimento è, in prima battuta, al discorso del padrone o al discorso del capitalista, vale a dire a quei discorsi in cui l'oggetto (a) compare nel luogo della produzione.

(...)

1) Jacques-Alain Miller, Sept remarques de JAM sur la création, in "La lettre mensuelle", n. 68, 1988